
Oggi Roma. È stata una giornata di taxi e consueti cambi di programma.
La notte scorsa ho dormito 4 ore e 40, ma bene. La colazione era ottima e tuttɜ puntuali. Lasciamo i bagagli in hotel e ci mettiamo in moto. Il primo taxi ci porta tutti a Fontana di Trevi, insospettabilmente praticabile alle 9:40. Ci vuole un po’ a navigare la combinazione di sole abbagliante sul marmo, ombra intorno, influencer in pectore e turisti d’ordinanza. Ma in una ventina di minuti abbiamo le foto che ci servono e possiamo proseguire a piedi verso Piazza di Spagna.
Camminare sui ciotoli con persone di diverse età è un’esperienza interessante ed è difficile non sentirsi responsabili. Anche se questa non è una mia responsabilità. Ma il tempo è splendido e le foto Sara riesce a scattarle tutte. Mentre lei lavora io telefono all’albergo di lusso dove ci aspettano per altre foto, avvertendo che arriveremo intorno alle 12 invece che alle 11 come previsto. Avere a che fare con location prestigiose aggiunge sempre un livello di difficoltà, anche solo quello di scoprire qual è la persona giusta di cui chiedere e farsela amica. Controllo anche le email e trovo un’offerta dall’hotel di Firenze per la camera di Giulia, confermo la prenotazione.
Il secondo taxi ci porta nel quartiere Monti, dove una deɜ clienti deve ritirare un completo da indossare a una tappa successiva. Il negozio è ancora chiuso alle 10:30, anche se dovrebbe aprire, quindi nell’attesa la cliente si dirige in uno dall’altra parte della strada. Quando il primo negozio apre scopriamo che la cliente aveva avvisato che sarebbe passata domani invece di oggi. Poco male, il completo c’è e possiamo proseguire a piedi verso i Fori Imperiali.
Domani a Roma c’è la maratona e la macchina dei grandi eventi è in azione. Tutte le posizioni che avevamo ipotizzato per il prossimo scatto sono inaccessibili o rovinate dalle transenne e dai bagni chimici. Ci inventiamo una posizione alternativa imperfetta ma accettabile. Lo scatto prevede di usare uno dei bicchieri che vendono ɜ clienti, riempito di vino. Mi infilo in uno dei bar di fronte al Colosseo e pago 10 euro per farmi riempire il bicchiere del vino rosso disponibile alla mescita, poi corro indietro lungo i Fori Imperiali col bicchiere pieno cercando di evitare taxi e turisti.
Conquistato lo scatto raggiungiamo Piazza Venezia per chiamare il terzo taxi. Mi tengono in attesa cinque minuti, poi però in due minuti abbiamo un’auto in grado di portarci tuttɜ e sei all’albergo da scattare. All’arrivo mi presento ai concierge per verificare gli accordi presi e concordare con loro il modo più opportuno per fare le nostre foto. Scattare in casa d’altrɜ, in un giorno affollato, soprattutto se ci stanno facendo un favore, richiede grande empatia, umiltà e flessibilità. Descrivo in modo sintetico i nostri obiettivi e chiedo consiglio su come possiamo muoverci per disturbare il meno possibile.
In poco più di venti minuti abbiamo finito. Mettiamo ɜ clienti senior su un ulteriore taxi per il rientro in hotel e ci dirigiamo a piedi verso Campo de fiori dove dobbiamo fare uno scatto della famosa pizza bianca con la mortadella del Forno omonimo. C’è tempo anche per qualche foto al mercato dei fiori e per tentare la fortuna chiedendo ai fruttivendoli se hanno qualche fico magari d’importazione. Ci servono per quando saremo a Venezia.
Poi intercettiamo un tassista all’uscita dal forno e ci facciamo riaccompagnare in hotel. Mancano due ore al treno del ritorno ed è il momento di uno spritz di consolazione.
Alla Stazione Termini parte deɜ clienti prendono un treno in anticipo e due del gruppo vengono avvicinate da polizia e militari per un controllo dei documenti di routine. Intervengo per riequilibrare i numeri, non mi piace quando tre uomini si avvicinano a due donne giovani e probabilmente straniere. Veniamo tutte identificate, anche se il clima è abbastanza disteso. Uno dei militari scherza che ci lascerebbero la droga se la trovassero. In effetti ne abbiamo bisogno dopo solo tre giorni di missione.
Il treno del rientro è puntuale. Scendiamo a tappe, io a Bologna, dove salgo sul Marconi Express, poi recupero la macchina dal parcheggio e rientro a casa.
Lancio la prima lavatrice prima di andare a letto. Ho poco più di 24 ore per fare un reset generale, caricare la macchina e provare a riposarmi, poi si riparte.
[questo è un diario sommario ma fedele della mia esperienza da producer per un libro fotografico, ogni sera racconto la mia giornata per mostrare il dietro le quinte di questa parte del mio lavoro]

