
Primo giorno della trasferta di due settimane e comincia facile. Alle 7:30 Sara e Giulia arrivano a casa mia e trasferiamo i loro bagagli nella mia auto. Il lunotto posteriore è quasi completamente libero quindi c’è ancora posto per tanta roba. Oltre ai bagagli, l’attrezzatura fotografica, una valigia jumbo piena di prop (tovaglioli, piatti, bicchieri, posate, accessori vari), una borsa di alcolici per gli scatti di bicchieri, due plaid, un ferro da stiro, un secchio da fiori, un cestino da picnic e altre cose che ci possono essere utili sul set.
Per le 10 siamo a Marostica nella prima fabbrica da fotografare e scopriamo che il piano per la giornata è in parte cambiato. Succede. E ha cominciato a piovere, quindi i cambiamenti sono solo all’inizio. Organizziamo una foto di gruppo in produzione e poi lasciamo Giulia a fare altre foto in fabbrica mentre con Sara ci spostiamo a Marostica per fare foto alla cliente in centro. La mia macchina non ha posto per quattro persone quindi salgo sulla macchina a noleggio deɜ clienti (una Volvo nuova di pacca e parecchio eccitante, se proprio devo sbottonarmi in questo diario) per la trasferta.
Terminate le foto in centro a Marostica e raccolte le liberatorie, torniamo in fabbrica e scopriamo di non poter spostarci alla location successiva per un’ora ancora, quindi io e le fotografe torniamo in centro a Marostica per una pausa bar. Ne approfitto per fermarmi in farmacia a comprare del Neurofen per una delle clienti che ha un inizio di raffreddore. Non si sa mai. Poi devo rispondere all’email di una persona che fotograferemo sabato, per confermare i dettagli.
Alle 12 comincia il terzo servizio fotografico, a casa dei proprietari della fabbrica. Alcuni elementi sono già stati preparati da loro, altri li pesco dalla valigia che ho in auto. Mi assicuro che immortaliamo ogni cosa degna di nota o utile a illustrare il capitolo del libro in cui si parla di queste persone. Ultimati gli scatti mangiamo l’ottimo cibo che hanno fatto consegnare da uno dei ristoranti migliori della zona.
Quasi due ore dopo è il momento di spostarci ad Asolo, una tappa non prevista. La cliente vuole scattare foto all’Hotel Cipriani, che però non è al corrente del nostro arrivo. Per fortuna è bassa stagione e la direttrice è molto gentile e accogliente. In pochi minuti progettiamo cosa e dove scattare: tre diverse situazioni in cui spostare il tradizionale Bellini e Pierini sandwich dell’Harry’s Bar. Fuori diluvia ma questo contribuisce all’atmosfera raccolta e pre-serale perfetta per un aperitivo, con tanto di caminetto acceso.
È ora di tornare in hotel. In poche ore abbiamo scattato un capitolo e mezzo del libro, letteralmente. Ci siamo guadagnate due inaspettate ore pomeridiane di libertà. Io finisco di vedere Saltburn, prenoto il ristorante di domani sera a Venezia e comincio a scrivere questo post.
Dopo cena, alle 21 siamo di ritorno in hotel. Ottima cosa, visto che domani l’appuntamento a colazione è alle 7:30.
[questo è un diario sommario ma fedele della mia esperienza da producer per un libro fotografico, ogni sera racconto la mia giornata per mostrare il dietro le quinte di questa parte del mio lavoro]

