Il finesettimana scorso sono andata a teatro due volte: una a Londra e una a Modena. Del primo spettacolo, quello che ho amato di più, non ho foto decenti ma ricordi splendidi.
Io e la mia collega Maddalena abbiamo visto Much Ado About Nothing in una produzione nel West End che sembrava un rave, con la musica da discoteca, il pubblico che beveva, gli attori che ballavano e si prendevano poco sul serio.
In metropolitana avevamo conversato qualche minuto con una donna statunitense sulla quarantina che sta seguendo un Master in regia teatrale proprio a Londra (adoro questi momenti serendipitosi) e le avevamo detto: abbiamo organizzato questa gita in giornata un po’ folle perché abbiamo bisogno di un tirami-sù. “Oh, avete fatto benissimo, lo avrete senz’altro”.
A Londra tirava aria gelida, ma c’era anche il sole caldo, c’era la St. Patrick’s Parade e una manifestazione pro Palestina. Abbiamo preso il caffè in uno store Lavazza e cenato con fish & chips in aeroporto.
Non dico che lo rifarei. Lo rifarò.

